Olive taggiasche appena raccolte, tra il verde e il viola scuro, con qualche foglia d'ulivo
Olive taggiasche durante l'invaiatura — foto: MerchantAdventurer · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons · fonte

Chi arriva ad Andora dal mare vede soprattutto spiagge e porto. Basta però salire di qualche centinaio di metri verso l'entroterra per accorgersi che il paesaggio è fatto di uliveti terrazzati e, più in là, di vigneti. Olio, olive e vino sono i prodotti che raccontano meglio il lavoro del Ponente ligure: ecco come conoscerli.

L'oliva taggiasca, la regina del Ponente

La taggiasca è la varietà di olivo più diffusa nel Ponente ligure. Il nome viene da Taggia, nella provincia di Imperia: secondo la tradizione furono i monaci benedettini, nel Medioevo, a selezionarla e a diffonderne la coltivazione, insieme alla tecnica dei terrazzamenti sostenuti da muretti a secco. Quei muretti oggi sono un elemento caratteristico del paesaggio e l'arte di costruirli è riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio culturale immateriale.

L'oliva è piccola, di forma ovale allungata, e durante la maturazione passa dal verde a sfumature viola e quasi nere, come si vede nella foto. Si usa sia per l'olio sia da tavola, in salamoia o denocciolata sott'olio. Dal 2025 le Olive Taggiasche Liguri sono riconosciute come IGP: il disciplinare prevede la raccolta entro il 31 marzo e una maturazione in salamoia di almeno 45 giorni.

L'olio DOP Riviera Ligure

L'olio extravergine della regione è tutelato dalla DOP Riviera Ligure, riconosciuta nel 1997, che prevede tre menzioni geografiche. Due riguardano da vicino il Ponente: Riviera dei Fiori, nella provincia di Imperia, dove la taggiasca deve rappresentare almeno il 90% delle olive, e Riviera del Ponente Savonese, la zona di Andora, dove la taggiasca deve essere almeno il 50%. La terza menzione, Riviera di Levante, usa invece altre varietà. In generale l'olio di taggiasca è apprezzato per il gusto delicato e fruttato, adatto al pesce e alle verdure crude.

Consiglio pratico: sull'etichetta cerca la dicitura DOP Riviera Ligure con la menzione geografica: è la garanzia di un olio prodotto in Liguria secondo il disciplinare.

I vini: la DOC Riviera Ligure di Ponente

La viticoltura in Liguria è "eroica": vigneti piccoli, spesso in pendenza, coltivati a mano. Nel Ponente la denominazione principale è la DOC Riviera Ligure di Ponente, che riguarda le province di Imperia, Savona e Genova e prevede cinque tipologie: Pigato, Vermentino, Rossese, Granaccia e Moscato. Ci sono anche sottozone con un nome proprio: Riviera dei Fiori, Albenganese, Finalese, Quiliano e Moscato di Taggia.

Pigato e Vermentino, i bianchi del mare

Il Pigato è il bianco simbolo della piana di Albenga e dintorni: ha colore giallo paglierino, profumo intenso e un finale asciutto con una nota che ricorda la mandorla. Il Vermentino è più diffuso lungo tutta la costa ed è il compagno naturale di piatti di pesce, verdure ripiene e, naturalmente, delle trofie al pesto. I due vitigni sono parenti stretti e confrontarli nello stesso pasto è un bel modo per capire le differenze.

Rossese di Dolceacqua, il primo DOC della Liguria

Tra i rossi, il nome da ricordare è il Rossese di Dolceacqua. È stato il primo vino ligure a ottenere la Denominazione di Origine Controllata, nel 1972, e si produce in quattordici comuni della provincia di Imperia, nella Val Nervia e nella Val Crosia, vicino al confine con la Francia. È un rosso dal carattere morbido, che accompagna bene la cucina ligure di terra. Se programmi una gita verso Sanremo o la Costa Azzurra, la valle del Nervia è a poca distanza dal percorso.

Gli uliveti intorno ad Andora

Non serve andare lontano per vedere gli olivi da vicino. La Valle del Merula, alle spalle di Andora, è punteggiata di uliveti, e molti sentieri dell'entroterra passano proprio in mezzo ai terrazzamenti. Una passeggiata verso Borgo Castello è il modo più semplice per vedere il paesaggio dell'olio. Tornati a casa, un filo d'olio buono su una fetta di pane, magari sul terrazzo con il mare davanti, è già un assaggio di Liguria. Per abbinare i prodotti ai piatti tipici, leggi anche la guida ai sapori del Ponente.

Un assaggio di Liguria sul terrazzo

Villa Valentina ha una cucina attrezzata e un terrazzo arredato di 70 mq affacciato sul giardino: lo spazio ideale per una cena con i prodotti del territorio.